Torno da Londra, dopo meno di 24 ore che hanno rappresentato per me un incubo. Mercoledì una volta presa la decisione, ho fatto la valigia, scritto un’email a mio cugino Michele e via per la stazione. Poi bus BLQ, che passa vicino a tanti momenti nostri. Provo a non vederli ma tant’è: non ci riesco. Quando si vive una situazione come questa, la persona che hai perso ti appare ovunque. Credo sia umano.
Ora sono a Londra, sul treno che mi porta all’aeroporto Gatwick (sto tornando da te…) e provo a mettere a fuoco un po’ di cose.
Se tu ti fossi comportata come me, non mi fiderei più di te.
Sulla base di questo ragionamento scioccante per me non è facile andare avanti. Perché? Perché sei stata l’esperienza più intensa della mia vita e vederti sparire per una questione di fiducia è frustrante. Frustrante perché se sei davvero la cosa più importante che io abbia mai vissuto, la cosa che deve sempre rimanere è la fiducia. Persa quella, perdi tutto.
Cosa vorrei? Vorrei tu riuscissi un giorno a guardarmi con occhi diversi da quelli di questi giorni. Non c’è nulla di peggio – credo – che vedere che ti fidi di me. Intendo su tutto, anche sul lavoro per assurdo. E’ ovvio che oggi è più facile per te vedere qualsiasi cosa io faccia con gli stessi occhi. Leggere tutto quello che scrivo con lo stesso tono. Ascoltare tutto quello che dico come la solita solfa …