Arriva Giulia, come tutte le mattine verso le 08:30. Sono solo con lei, mamma e papà ancora dormono. La guardo, mi guarda con sospetto e dolcezza. Pronuncia il “mio” nome: Pi.
Mi emoziono. Lacrime agli occhi. Non dico nulla, la bacio più volte sul polpaccio mentre guarda concentrata un cartone animato. La mia “babba” pizzica la sua pelle delicata, ma sorride. Poi comincia a giocare. Con tutti. E’ un vero e proprio piccolo uragano. Ogni volta che mi distraggo mi chiama: “Piiiii!!!”. Mi colpisci al cuore, grande piccola Giulia.
L’ultima volta che l’avevo vista (la sera del 19 aprile), ero con Emanuela che si era messa a saltellare dalla gioia e a giocare con lei. “Ci sa fare con i bambini, sembra qualsi che abbia anche lei nipoti [non ne ha, nda]“, mi ha appena detto mia sorella Alessandra (oggi, 11:15).
Non sai quanto queste parole mi facciano male. Se tu sapessi, Aless, che tutto è finito ormai. Se tu sapessi che quel incontro tra questi 2 esseri così belli e genuini, così fragili e piccoli, così esplosivi e forti… beh è stato il primo e l’ultimo. Credo che Aless volesse traghettare Emanuela: è della famiglia ormai, avrà pensato.
Mai stata così lontana dalla realtà.
Per mesi - mesi! - ho sognato un incontro che definivo “fatale” nel senso positivo di “amore a prima vista” :-) tra Emanuela e Giulia. Poi appena accade, mentre io mi godo questa scena di 2 bambine - una cresciuta 33 anni - lei corre dietro alla piccoletta, e finisce sudata. Questo è uno dei motivi principali per i quali io ti avevo scelta.
Oggi Giulia torna a essere solo “mia”.
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