Posted by: cinesino | Mercoledì 14 Maggio 2008

Una carezza e una graffiata

Maria Romana si è rotta il pollice in questi giorni. Ieri ho provato a contattarla, ma aveva i suoi 2 cellulari spenti. Questa mattina (0830) finalmente ci parlo. Per un attimo sale la tensione perché non le avevo detto che sono a Roma.

Lei si rompe il pollice e io neanche lo so. Mi vergogno un pò: mi è successo da un pò di non dare abbastanza tempo e testa ai miei amici più stretti. Lavorare su questo punto è diventato fondamentale e non può più essere posticipato. Le ho detto che era per me cruciale che domenica sia con me (e con altri amici). I momenti importanti vanno vissuti insieme. Assolutamente.

Prima di rimettermi a lavorare, rileggo bene l’email ricevuta da Federica ieri, dal titolo “Pierino rosso preferito”.

ho l’impressione che la negatività che fa un pochino parte del tuo carattere (ma chiamala pragmaticità se preferisci) abbia un po preso il sopravvento. è un momento..come ce ne sono stati come ce ne sono e mi viene da dirti, adesso più che qualche giorno fa, scopri la fine di questo momento
[...]
un momento che ti auguro di vivere con intimità, la tua e delle persone che decidi di includere, non affettiva, ma emotiva, ossia fai rispettare il tuo spazio delle emozioni, senza sminuirle, senza chiudere porte. le possibilità delle tue soluzioni sono virtualmente infinite e sei veramente solo tu che lo sai (o lo saprai).
[mia risposta] Credo che tu abbia ragione: questo momento va vissuto con intimità e emotiva e quello che mi riserva il futuro all’uscita di questo strano tunnel è imprevedibile. Anche affascinante per certi versi, come tutti i rinnovamenti.
La cosa che mi ha sorpresa di piu in analisi e ancora di piu oggi durante sto periodo di fisioterapia scassapalle (recupero musccolare e articolare del ginocchio a causa della ricostruzione del crociato anteriore..una merdina normalmente dedicata ai calciatori..) è che la guarigione è una scelta cosciente (come la felicità..) ma il momento in cui sei “guarito” (”felice”) non lo decidi tu. lo decide il tuo corpo.
[mia risposta] Prendo accuratamente nota nel mio cervello di queste tue parole. Oggi non posso rendermi conto se sia veramente così. Ma spero davvero tu abbia ragione.
per cui ho letto che mi avevi chiamata per dirmi che non saresti venuto al mio matrimonio e mi ha un po fatto rimanere male, ma questo sei tu. Sei capace di dare una carezza con una mano e mostrare la pienezza di un’emozione da piangere con una mano e tirare una graffiata con l’altra e non vederne il problema se ne avevi voglia..
Ti perdi un momento importante della mia vita.Ce ne saranno altri. ma è una scelta, e se non puoi condividere un momento importante perchè sei nell’intimità di un tuo momento ..è una scelta da difendere.
so che saprai mostrarmi che è una scelta perchè ti vuoi bene, e le persone che ti vogliono bene non possono non capire.
[mia risposta] Credo tu abbia frainteso. Nelle prossime settimane ho diversi matrimoni, e una parte di me non ha nessuna voglia di andarci. Motivo? Non ce n’è uno solo ma tanti, direi. Tutto parte dal fatto che si tratti di un momento di felicità che io - non essendo felice [e non solo da oggi, nda] - non ho voglia di vivere. Poi sentendoti l’altro giorno, ha preso il sopravvento quella parte di me che ritiene sia cruciale essere presente quel giorno. Perché sei tu, e non voglio mancare il momento più bello della tua vita. Ci sarò.
———-
Mi torna in mente ovviamente la mia assenza dal matrimonio di Kaliroy, di 1 anno fa. Motivo: poca serenità, nel periodo forse peggiore della mia storia con Astrid. Come è stata percepita da Kaliroy? Probabilmente come un gesto di egoismo.
Last but not least… il sogno di stanotte. O meglio di questa mattina.
Sto visitando un castello o un monumento storico. Sto salendo su una strada che finisce alla porta di accesso al castello. Sulla salita un gruppo di bambini. Giocando uno di questi si sporge troppo sul bordo della strada e a momenti cade. Riesco per miracolo ad agganciare il suo braccio. E’ salvo. Un pò ferito ma salvo. Attendo i soccorsi. Arriva una telefonata di Astrid. Mi chiede i motivi del mio ritardo e si arrabbia perché considera che le mie spiegazioni sull’accaduto siano solo scuse. Le dico che le avrei portato il referto del medico sul bambino, anche se trovo assurdo che si debba arrivare fino al punto di dover fornire prove. Mi fa cenno con tono duro durante la telefonata che vorrebbe sapere quando torno anche perché “ci sono qui [credo al mare a Milano Marittina, nda] amici miei di Bologna e non voglio che ti vedano con me”. La percezione è che si tratti di una scena - che non vivrò mai, fortunatamente - di noi 2 tornati insieme, e io messo costantemente alla prova.
Anche questo fa parte del Percorso.

Lascia un commento

Your response:

Categorie